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Madaba
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mweaMadaba (mweqin arabo مادبا‎?, Madābā) è una città della mwegGiordania, sorta sull'antico sito biblico di mwewmwfaMedba o mwfqMedeba, da cui ha poi preso il nome. Conosciuta anche come "Città dei mosaici", si trova a circa 35mwfg km a sud-ovest di mwfwAmman, la capitale del Paese.

La città sorge sulla mwgqmwggVia Regia, una strada costruita cinquemila anni fa, a quasi 730 mwgwm s.l.m. Poco lontano da Madaba sorge il mwhaMonte Nebo alto circa 817 m s.l.m. e poco lontano appare il mwhqMar Morto.

Contents

Storia
Note

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Storia

Come mwkgAs-Salt e mwkwQuwaylibah, entrambe città non molto lontane, Madaba ha una storia molto antica, i cui inizi risalgono all'mwlaEtà del Ferro, come dimostrano i molti reperti archeologici.
La città mwlgmoabita di mwlwMedeba, citata nella mwmaBibbia, fu uno degli insediamenti spartiti dalle mwmqdodici tribù di Israele al tempo dell'mwmgEsodo. Il suo nome compare anche nella mwmwStele di Mesha, dove verso l'mwna850 a.C., il re mwnqmoabita Mesha la fece erigere per commemorare la sua vittoria sugli mwngIsraeliti.

Fu successivamente conquistata dai mwoaGreci di mwoqAlessandro Magno e governata dalla dinastia dei mwogSeleucidi. Durante il regno di questi ultimi la città passò sotto il dominio degli mwowAmmoniti, prima, degli mwpaIsraeliti, poi, ed infine fece parte del regno dei mwpqNabatei.

Nel mwpw106 d.C. la città finì sotto il dominio dei mwqaRomani, che la fecero prosperare come una florida città di provincia, ma a differenza di molte città, come ad esempio mwqqPella e mwqgJerash, non divenne una città di primaria importanza.
Solo dopo che il Cristianesimo divenne la religione dell'impero la città acquisì importanza. Infatti nel mwraV secolo Madaba divenne sede vescovile, poi prosperò sotto i mwrqBizantini raggiungendo l'apice del suo potere sotto mwrgGiustiniano I. I governatori bizantini la arricchirono di edifici religiosi e amministrativi, ornati sempre da mwrwmosaici particolari, che le hanno valso il nome di mwsaCittà dei mosaici. I soggetti di questi mosaici sono in prevalenza tratti dalla natura, specialmente piantecite-ref-1[1] ed animali.

Madaba fu poi conquistata nel mwtg614 dai mwtwPersiani sasanidi e così iniziò il suo declino artistico e culturale. Ritornata sotto il controllo dei Bizantini, nel mwua636, fu conquistata dagli mwuqArabi, che all'inizio dell'mwugVIII secolo, durante una spedizione punitiva contro la città, distrussero alcuni mosaici. La città comunque fu abbandonata dopo il terremoto del mwuw749, che la rase al suolo.

Madaba rinacque dopo circa 1100 anni, quando una piccola comunità cristiana di circa 2.000 persone, in lotta con la comunità musulmana di mwvqKarak, decise di trasferirsi lì alla fine del mwvgXIX secolo. Questa comunità nell'intento di gettare la fondamenta delle case scoprì alcuni mosaici. Nel mwvw1897 fu data notizia che nella chiesa di mwwaSan Giorgio era venuto alla luce un mosaico raffigurante la mappa della mwwqTerra santa. Quando la notizia giunse in mwwgEuropa diede inizio ad un susseguirsi di spedizioni archeologiche che durano ancora ai giorni nostri, e da allora Madaba prosperò e la sua popolazione iniziò e continua tuttora ad aumentare.

Medba nella Bibbia

La mwxqBibbia racconta che mwxgMedba (Madaba) fu attaccata all'inizio del mwxwX secolo a.C. da mwyaAmmoniti e mwyqAmorrei, uniti per conquistarla. La resistenza, guidata da un certo Joab, permise di sconfiggere gli invasori. Respinti gli Amorrei, gli israeliti attraversarono l'Arnoncite-ref-2[2] e invasero il regno di Sicon, distruggendolo.

Monumenti e luoghi di interesse

La Chiesa di San Giorgio

La Mappa di Terrasanta

Il più celebre mosaico bizantino di Madaba fu scoperto verso il mwdq1890 durante la costruzione della Chiesa di San Giorgio, che venne portata a termine mwdgqualche anno prima. Questo mosaico è stato chiamato mwdwMappa di Terrasanta, poiché raffigura l'itinerario per raggiungere mweaGerusalemme attraverso oltre centocinquanta località. Il mosaico è corredato di 157 didascalie in mweqgreco, che segnano i principali siti biblici del mwegmedio Oriente, dall'mwewEgitto alla mwfaPalestina. In origine il mosaico era lungo dai 15 ai 25 metri e largo 6 metri ed era formato da circa due milioni di mwfqtessere, di cui solo un terzo è giunto sino a noi.

La presenza di alcuni importanti edifici, come il mwfwSanto Sepolcro, costruito nel mwga543, hanno permesso di ipotizzare una datazione. Infatti il mosaico è stato completato nel mwgq560.

La chiesa

Consacrata nel mwjg1896, la costruzione era stata iniziata, nel mwjw1884, per puro caso sui resti di una preesistente chiesa bizantina da un gruppo di monaci mwkagreco-ortodossi, che la dedicarono a mwkqSan Giorgiocite-ref-3[3]. Oggi è una delle chiese cristiane più importanti della Giordania e delle più belle, motivo le colonne riccamente decorate, gli interni sontuosi e i mosaici. La chiesa è oggi meta di pellegrinaggio per le minoranze ortodosse della Giordania.

Parco archeologico

Vi sono esposti diversi mosaici provenienti sia da Madaba che da altri siti. Inoltre nel parco sono inglobate la mwuachiesa del profeta Elia, la mwuqsala di Ippolito, una ricca residenza bizantina del mwugVI secolo e la mwuwchiesa della Vergine Maria, ricche di mosaici belli e ben conservati.

Palazzo bruciato e chiesa dei Martiri

Il palazzo era una lussuosa residenza privata distrutta da un incendio durante il terremoto del mwvg749, La villa comunque conserva interessanti mosaici di cui sono degni di nota alcuni sul tema della caccia ed il mosaico del leone che attacca un toro.
Nello stesso sito si possono vedere i resti della chiesa dei Martiri, distrutta nel corso dell'mwwaVIII secolo.

Tell Madaba

Il sito è di recente scoperta ed è in fase di scavo per cui non vi è ancora molto da vedere, ma si ha la certezza che conserva i resti di una villa bizantina e i resti di mura risalenti all'mwwwetà del ferro.

Società

Madaba è la quinta città della Giordania per popolazione, che costituisce circa il 3% della popolazione totale. Gli abitanti, 70.000, sono per la maggior parte di etnia mwywaraba e di mwzareligione islamica, oltre a una cospicua comunità di mwzqarabi cristiani di oltre 20.000 unità (circa un terzo della popolazione) particolarmente legata alla tradizione mwzggreco-ortodossa, che la rende una delle più grandi comunità cristiane della mwzwGiordania. C'è inoltre una minoranza mw0apalestinese.

Note

cite-note-11. L'uso della vegetazione è puramente simbolico, poiché sono raffigurate spesso corone con foglie di mw1wvite e di mw2aacanto
cite-note-22. Nome biblico usato per indicare l'odierno fiume al-Mawjib
cite-note-33. Conosciuto presso gli Arabi con il nome di mw4aMār Girgis

Bibliografia

• Lonelyplanetitalia, mw5aGiordania, ottobre 2009, ETD Srl, p.mw5q 181-186
• mw5w(EN) Michele Piccirillo, mw6amw6qMadaba. One Hundred Years from the Discovery
• Atlante L'Espresso, "Madaba, il mondo in una mappa", novembre 2016 mw6w mw7aArchiviato il 19 novembre 2016 in Internet Archive.

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons
• Wikivoyage

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Madaba
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Madaba

Collegamenti esterni

• (AR) Sito ufficiale, su madaba.gov.jo.
• citereftreccani-itMā´dabā, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaRoberto Almagià, MĀDABĀ, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itMadaba, su sapere.it, De Agostini.
• citerefenciclopedia-dell-arte-anticaM. Avi-Yonah, MADABA, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961.
• citerefbritannica-com(EN) Mādabā, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.